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Rivolta contro il mondo moderno

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  • Immaginiamo un mondo senza sedie. Sarebbe invivibile. L’uomo non è fatto per stare sempre in piedi, né sempre disteso. La sedia è un oggetto umile ma necessario, che ci ricorda la nostra finitezza. Non siamo onnipotenti. Abbiamo bisogno di riposo, di sostegno, di misura. La sedia smentisce ogni ideologia che pretende di fare dell’uomo un dio in terra. Ringraziamo le cose semplici: ci parlano della nostra vera natura di creature.

  • L’impero romano era al suo apogeo: potenza militare, ordine, ricchezza. Eppure dominava una profonda malinconia, un senso di vuoto e di inutilità. Lucrezio, Catullo, Properzio, Virgilio stesso lo testimoniano. L’uomo antico aveva raggiunto i confini del mondo conosciuto, ma non riusciva a guardare oltre la morte. Solo con la nascita di Cristo, annunciata ai pastori come “lieta novella di grande gioia”, quel buio esistenziale cominciò a squarciarsi. La vera luce entrò nella storia.

  • Roma. Un uomo di 30 anni esce alla stazione Togliatti e finisce accoltellato a morte con un cacciavite alla testa solo perché ha provato a difendere un amico da una rapina: «Datemi 20 euro e il telefonino». Muore dopo otto giorni di agonia. La vita ormai vale 20 euro e un cellulare. La sinistra, con le sue politiche immigrazioniste, ha portato la guerra in casa nostra. Quella vera, non quella che si vede in televisione. Quella che ogni giorno lascia sul campo omicidi, stupri, rapine a mano armata, aggressioni, spaccio, degrado, inciviltà, barbarie...

  • 70 anni, esce a farsi un giro in bicicletta in pieno giorno. Si ritrova aggredita, trascinata tra i cespugli, minacciata con un coltello e quasi stuprata da "un ragazzo di colore". Risultato: costole rotte e lesioni alla trachea. Questo dovrebbe essere il centro assoluto delle priorità. E' questa l'unica vera emergenza nazionale. Non ci meritiamo di vivere così.

  • 27 июл.3 65211

    Un libro degno di essere letto deve avere già una storia. Non serve inseguire le novità del momento o le mode editoriali. I veri libri sono quelli che resistono al tempo, che dicono qualcosa di universale, che parlano di ciò che è immutabile. Solo ciò che è vero, buono e bello merita di essere conservato e tramandato. Il resto è carta da macero. La grande letteratura non è al servizio dell’attualità, ma dell’eterno.

  • L’uomo non si dà da solo la propria legge morale. La coscienza, la natura e soprattutto la Rivelazione divina sono le vere guide della sua condotta. Raffaello Lambruschini lo ricordava con lucidità già nell’Ottocento: senza Dio non c’è vera educazione, perché l’uomo è libero ma debole, capace di bene ma incline al male. La modernità ha preteso di sostituire Dio con la Ragione e ha finito per lasciare l’uomo in balia dei suoi istinti e delle sue passioni. Solo tornando a riconoscere la legge morale come dono divino possiamo ricostruire una pedagogia degna di questo nome.

  • 24 июл.3 99927

    Il relativismo è un suicidio dell’intelligenza. Come diceva Chesterton, solo gli alberi e le rape possono permettersi di non avere dogmi. L’uomo, per il fatto stesso di essere intelligente, astrae l’universale dal particolare e coglie la verità. Negare questa capacità significa negare la stessa ragione umana. Il relativista, per sostenere che “non esiste verità”, deve usare concetti universali e pretendere che la sua affermazione sia vera, una contraddizione mortale. Solo chi rinuncia alla ragione può vivere senza certezze.

  • 22 июл.1 05712

    Pierre Drieu La Rochelle guardava il Novecento con occhi disincantati e lucidi. Vedeva l’uomo moderno stanco di sé stesso, nauseato dalla mediocrità, incapace di vera grandezza e allo stesso tempo terrorizzato all’idea di superarsi. Tra i personaggi apatici dei suoi racconti e la distopia di “Vietato uscire”, Drieu ci consegna una diagnosi spietata: l’uomo del nostro tempo è tradito dalla vita, dalla politica, dalle ideologie. Eppure, proprio nella fedeltà al semplice fatto di “essere uomo” – mangiare, amare, sognare, prepararsi alla morte – resta una dignità che nessuna modernità può cancellare.

  • 22 июл.1 09111

    La modernità ci vuole convincere che sia “naturale” vivere in perenne agitazione, aprire sempre di più, consumare di più, emozionarsi di più, aiutare il bambino africano in fotografia mentre ignoriamo il vicino di casa. Ma l’uomo di tutti i tempi ha sempre guardato prima a sé, alla propria comunità, al proprio equilibrio. Il mercato “libero”, l’universalismo, il cambiamento perpetuo sono una costruzione forzata, innaturale, che richiede uno sforzo immenso per essere mantenuta. La modernità ha strappato l'uomo dalla sua natura per renderlo schiavo di un vortice senza fine.

  • 20 июл.1 05814

    Secondo i sinistri, il Far West è se reagisci ad una aggressione armata, non l'aggressione armata. Siamo al rovesciamento ontologico della realtà. Chiamano “Far West” la legittima difesa perché, nel profondo, disprezzano l’idea stessa di uomo adulto, responsabile, eretto. Preferiscono l’umano invertebrato, supplichevole, dipendente dallo Stato-paternalista che dovrebbe proteggerlo e che invece lo abbandona, per poi colpevolizzarlo se osa proteggersi da solo. È la morale degli schiavi nietzschiana elevata a politica di Stato. Il risentimento trasformato in legge, la viltà elevata a virtù, l'inversione sadica di aggressore e aggredito.

  • In un mondo che ci bombarda di cose brutte, veloci e usa-e-getta, la vera Bellezza fa male. Ti ferma. Ti costringe a sollevare lo sguardo e a chiederti: “Ma allora esiste qualcosa che non passa?” Ecco perché chi ha ancora un’anima sana cerca la Bellezza. Non per decorazione, ma perché sa che solo l’Eterno dà senso al tempo e solo l’armonia restituisce pace al cuore inquieto. La bruttezza moderna è il segno di una civiltà che ha smesso di cercare l’Assoluto.

  • 20 июл.3 06428

    Kafka ha visto giusto: senza un principio e un fine certi, la vita diventa solo un cammino verso la morte. L’evoluzione senza Dio trasforma l’esistenza in un’assurda marcia verso il nulla. Solo la fede nella Creazione e nel Giudizio finale restituisce senso e speranza. La morte perde il suo potere quando l’uomo sa da dove viene e dove è diretto.

  • 18 июл.1 01115

    Se entri armato in casa mia con intenzioni chiaramente minacciose, cessi all’istante di essere un cittadino tutelato. Diventi un predatore. Hai dichiarato guerra alla mia vita e a quella dei miei famigliari. In quel preciso istante diventi un aggressore che ha volontariamente rinunciato al patto di convivenza civile, hai scelto la giungla, e nella giungla vale la regola della sopravvivenza.

  • Chi parla di “vendetta perché fuggivano” vive chiaramente in un mondo di teorie da salotto, non nella realtà di una rapina armata subita da un uomo che ha vissuto l’inferno. Non è vendetta. È terrore che non si spegne con un interruttore. Quando ti puntano una pistola alla tempia e alla nuca di tua figlia, il cervello non registra “pericolo cessato” solo perché i banditi corrono verso l’auto. La morte l’ha guardata in faccia. L’adrenalina, lo shock e l’istinto di protezione non svaniscono in tre secondi. E non era la prima volta, era la sesta rapina a mano armata nella stessa attività. Sei volte lo Stato non c’era. Sei volte ha dovuto chiudere, riparare, ricominciare. A 72 anni, dopo una vita di lavoro onesto, vede di nuovo la sua famiglia umiliata e minacciata di morte. In quel momento non esiste “fuggivano”, esiste solo il terrore che possano tornare, finire il lavoro o che altri come loro continuino a considerarlo una preda facile. La legittima difesa non è un calcolo matematico da codice penale applicato a freddo. È il diritto naturale di un essere umano a preservare sé stesso e i propri cari quando lo Stato ha fallito il suo dovere primario di protezione. Il pericolo “attuale” non si misura solo dai metri di distanza dei banditi, ma dallo stato psicofisico di chi ha subito violenza armata. Chi riduce tutto a “sparava alle spalle” cancella l’umanità della situazione. I rapinatori hanno scelto di entrare armati e di terrorizzare una famiglia, se fossero rimasti a casa, sarebbero vivi. Hanno giocato alla roulette russa e hanno perso. Roggero non si è vendicato. Ha reagito da padre dopo aver visto la morte in faccia alla sua famiglia. Punirlo come un sicario è un’assurdità morale oltre che giuridica.

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  • Mario Roggero non è un giustiziere che girava armato in cerca di guai. Era un padre e un marito esasperato da anni di furti, minacce e violenze (non era la prima volta). Ha reagito nel momento di massimo pericolo e di terrore per la sua famiglia. Ha rincorso chi aveva appena terrorizzato i suoi cari perché aveva ragione di temere che sarebbero tornati, come spesso succede con questi criminali seriali.Chi lo condanna a 14 anni e 9 mesi, chi lo considera un pericoloso eccesso di legittima difesa, dimostra di vivere in una realtà parallela, lontana dalle strade, dai negozi di provincia, dalle famiglie normali che ogni giorno rischiano davvero. Chi è contro Roggero o minimizza quello che ha passato, o è un demente ideologico che mette la vita del rapinatore sopra quella della vittima, o non ha mai sentito una pistola puntata alla testa dei propri figli.Roggero ha difeso la cosa più sacra che esista: la sua famiglia.

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  • La vicenda di Mario Roggero è agghiacciante. Dimostra che ormai lo Stato ha invertito i ruoli, chi lavora onestamente passa per carnefice e chi delinque violentemente diventa vittima. Pensare che un uomo, dopo aver visto la figlia sotto la minaccia di una pistola, debba stare fermo a guardare i banditi che scappano con il bottino è barbarie. Significa pretendere che la gente perbene si faccia pecora per non disturbare il lavoro dei lupi. Il capolavoro finale di questa giustizia al contrario è il risarcimento. Tolgono la casa a un commerciante di settantadue anni per dare i soldi ai familiari dei rapinatori. Praticamente si espropria il frutto di una vita di lavoro per risarcire il "rischio del mestiere" di chi vive di crimine. - 14 anni e 9 mesi di carcere - 780 mila euro di risarcimento (300 mila già sborsati) Il patto sociale è saltato.

  • 16 июл.3 26225

    L’uomo non è un atomo isolato che massimizza il proprio utile. È una persona definita dalle sue relazioni: figlio, padre, marito, cittadino, membro di una comunità. Il modello economico moderno lo riduce a consumatore solitario. Questo errore antropologico sta distruggendo i legami sociali e la cura del creato. Torniamo a vedere l’uomo come persona radicata in una comunità.

  • 14 июл.1 08522

    La donna è più forte dell’uomo, ma non nel modo in cui oggi si crede. La sua forza è quella paziente della goccia che scava la roccia, quella della maternità fisica e spirituale, quella della cura e della tenerezza. La donna moderna ha tradito questa vocazione inseguendo un’uguaglianza che la rende infelice, nevrotica e dispersa. Solo tornando alla propria natura profonda, la donna può ritrovare la sua vera grandezza e aiutare l’uomo a fare altrettanto.