Advaita
СтатистикаNon è invero ignoranza il conoscere qualsiasi cosa senza conoscere sé stessi, il conoscitore? Quando si conosca il Sé, che è il substrato di conoscenza e ignoranza, conoscenza e ignoranza scompaiono
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Come l’oro purificato in una fornace perde le sue impurità e raggiunge la sua vera natura, la mente si sbarazza delle impurità degli attributi di illusione, attaccamento e purezza attraverso la meditazione e raggiunge la Realtà. Adi Shankara
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La coscienza è una per natura. Tutte le creature sono nate da Brahman, il Sé Supremo. L’Eterno è il testimone di questi tre stati [veglia, sogno, sonno profondo], pura coscienza. La distinzione tra il sé e il non sé [corpo] non è necessaria per il saggio. Adi Shankaracharya
La conoscenza [Jnana] è l’unico mezzo diretto per la liberazione. I rituali non possono dissipare l’ignoranza perché sono reciprocamente contraddittori con la vera natura del sé. Il corpo, i sensi, la mente e la coscienza continuano a dipendere dalla coscienza del sé. Il sé illumina la coscienza. Chi ha realizzato questa verità suprema dimora nell’auto-beatitudine. Adi Shankaracharya
Egli si è inviato da Sé, attraverso Sé, a Sé. Non vi è alcun intermediario né alcun mezzo all'infuori di Lui. Non vi è alcuna differenza tra colui che invia, ciò che viene inviato e colui al quale è inviato. - AWHAD AL-DIN BALYANI
“Dipende tutto dalla maturità della mente del ricercatore. La polvere da sparo va a fuoco in un istante, è invece necessario molto tempo per dar fuoco al carbone” Ramana Maharsi
. 43. Come una corda non può mai diventare un serpente, nel passato, nel presente, e nel futuro, così lo Spirito che è oltre i guna (le qualità del mondo manifesto) e che è puro, non diventa l’universo. 44. Alcuni uomini saggi, ben versati nelle scritture, ricevendo la conoscenza dello Spirito, hanno dichiarato che perfino gli Dei come Indra, ecc., sono non eterni, soggetti a nascita e morte, esposti alla distruzione. 45. Questo mondo transitorio nasce dallo Spirito, come la schiuma che sorge sul mare agitato dal vento. 46. L’unità esiste sempre; la diversità non esiste sempre; giunge un tempo in cui essa cessa; duplici, triplici e molteplici distinzioni nascono soltanto attraverso l’illusione. 47. Questo universo, in qualunque modo sia stato nel passato, sia nel presente o sarà nel futuro, sia esso provvisto di forma o privo di essa, è comunque un’apparenza sovrapposta allo Spirito Supremo. 48. L’Avidyâ sorge poiché è imposta dal Signore della suggestione. E’ connaturata di non-realtà, e la sua vera essenza è irreale. Come può questo mondo, con simili fondamenta, essere vero? Lo Spirito. 49. Tutto questo universo, mobile o immobile, è nato dalla Coscienza. Rinunciando ad ogni altra cosa prendi rifugio in essa Shiva Samhita
Capitolo XVI Ashtavakra disse: “Figlio mio, puoi recitare ed ascoltare innumerevoli scritture, ma non sarai centrato finché non avrai dimenticato ogni cosa. 16.1 Potresti, come un uomo colto, concederti alla ricchezza, all'attività o alla meditazione, ma la tua mente si rappacificherà solo con la cessazione del desiderio, al di là di tutti gli obiettivi. 16.2 Tutti soffrono a causa dei loro sforzi per realizzare qualcosa, ma nessuno la realizza. Solo attraverso questa istruzione, l'uomo fortunato raggiunge la tranquillità. 16.3 La felicità non appartiene ad altri che a quella persona supremamente pigra per la quale anche l'aprire e chiudere gli occhi sia un disturbo. 16.4 Quando la mente è libera dalle coppie di opposti quali: "Ho fatto questo" e "Non ho fatto quello", diventa indifferente al merito, alla ricchezza, alla sensualità ed alla liberazione. 16.5 Qualcuno è moderato e avverso ai sensi, un altro è avido e attaccato ad essi, ma colui che è libero sia dal prendere che dal rinunciare, non è né moderato né avido. 16.6 Fin tanto che il desiderio, lo stato della mancanza di discriminazione, rimane, il senso di avversione e di attrazione rimarrà; questa è la radice e la diramazione del samsara. 16.7 Il desiderio deriva dall'abitudine, l'avversione dall’astensione, ma il saggio è libero dalle coppie di opposti come un bambino, ed è stabile. 16.8 L’uomo appassionato desidera liberarsi dal samsara così da evitare il dolore, ma l'uomo spassionato è libero dal dolore e non prova angoscia nemmeno in esso. 16.9 Colui che è orgoglioso perfino della liberazione del suo stesso corpo, e li considera come sua proprietà, non è né un veggente né uno yogi. Costui è solo uno che soffre. 16.10 Anche se Shiva, Vishnu o Brahma fossero stati i tuoi istruttori, finché non avrai dimenticato tutto non potrai essere stabile dentro di te. 16.11 Ashtavakra Gita
11-13. Da un punto di vista assoluto, Bhairava non si identifica né con le lettere, né con i fonemi, né con le tre Shakti, né con l'apertura dei chakra, né con altre credenze, e la Shakti non compone la sua essenza. Tutti questi concetti esposti nelle scritture sono destinati a coloro il cui spirito è ancora troppo immaturo per cogliere la realtà suprema. Sono soltanto delle ghiottonerie destinate a incitare gli aspiranti a una condotta etica e a una pratica spirituale, in modo che possano un giorno realizzare che la natura ultima di Bhairava non è separata dal loro proprio Sé. - Vijnanabhairava Tantra
1 I cinque elementi non esprimono la mia vera natura; Sono immutabile e persisto per sempre. 2 Sono al di sopra della casta e del credo. Vengo visto quando “maya” viene rimosso e non ho bisogno di concentrazione o adorazione come mostrato negli Yoga Sutra. 3 Non ho genitori, non ho bisogno di Veda come proclamato nelle Scritture, né sacrifici, né pellegrinaggi. Sono l’eterno testimone. 4 Tutti gli insegnamenti di varie religioni e filosofie non rivelano la mia vera natura e non sono che visioni superficiali del mio essere profondo. 5. Pervado l’intero universo e sono in alto, in mezzo e in basso, in tutte le direzioni. 6 Sono incolore, senza forma, essendo la luce la mia forma. 7 Non ho insegnanti, scritture o discepoli, né riconosco Tu o io, né l’universo e sono immutabile e la conoscenza assoluta 8 Non sono né sveglio, né in un sonno profondo né in sogno, ma al di sopra della coscienza con cui i tre sono associati. Tutto questo è dovuto all’ignoranza e io sono oltre. 9 Pervado tutto, ovunque e la realtà eterna e autoesistente. L’intero universo dipende da me e diventa nulla senza di me. 10 Non posso essere chiamato uno, perché questo implica due, il che non lo è. Non sono né isolato né non isolato, né vuoto o pieno Dasa Shloka Shankaracharya
Qual è la differenza tra 'consapevolezza' e 'coscienza', ammesso che ci sia?" - chiese il saggio a due suoi interlocutori; e così poi rispose: la consapevolezza è dell'Assoluto e perciò al di là dei tre guna (differenziazioni fenomeniche); laddove la coscienza è una cosa nutrita e limitata dal corpo-cibo. Quando il corpo-cibo viene distrutto, anche la coscienza scompare. Ma attenzione, nessuno muore: il corpo, fatto dei cinque elementi, quando è senza vita si mischia con gli elementi e la coscienza che è soggetta ai tre guna, ne diventa libera. La consapevolezza è lo stato originale primordiale, prima del concetto spazio-tempo, senza bisogno di causa, né sostegno. Semplicemente è. Comunque, nel momento in cui il concetto della coscienza sorge su questo originale stato di unicità, sorge il senso "Io sono", causando una condizione di dualità. La coscienza è accompagnata da una forma. È un riflesso della consapevolezza contro la superficie della materia. Uno non può pensare alla coscienza come separata dalla consapevolezza; non ci può essere un riflesso del sole senza sole. Ma ci può essere la consapevolezza senza coscienza." (Nessuno nasce, nessuno muore - Insegnamenti di Nisargadatta Maharaj
Svarūpaspanda (Spanda come propria natura) Yasyonmeşanimeşābhyāṁ jagatah pralayodayau | Taṁ śakticakravibhavaprabhavaṁ śaṅkaraṁ stumaḥ 1 Noi lodiamo Shankara, che è la fonte del glorioso gruppo di potenze e dalla cui apertura e chiusura dei suoi occhi c'è dissoluzione ed emersione del mondo. yatra sthitamidaṁ sarvaṁ kāryaṁ yasmācca nirgatam | tasyānāvṛtarūpatvānna nirodho'sti kutracit 2 Poiché egli ha una natura senza veli, in cui tutto questo universo si riposa e da cui tutto è venuto, per Lui ovunque non c'è nessun ostacolo. jāgradādivibhede'pi tadabhinne prasarpati | nivartate nijānnaiva svabhāvādupalabdhṛtaḥ 3 Il principio della Spanda rimane lo stesso nella varietà di stati come la veglia e così via, continua a fluire e non devia dalla propria natura essenziale di Colui che percepisce. ahaṁ sukhī ca duḥkhī ca raktaścetyādisaṁvidaḥ | sukhādyavasthānusyūte vartante'nyatra tāḥ sphuṭam 4 Sono felice, sono infelice, sono affezionato: queste cognizioni rimangono ovviamente in un altro corpo sottile in cui felicità e altre cognizioni sono legati insieme come perle in una collana. na duḥkhaṁ na sukhaṁ yatra na grāhyaṁ grāhakaṁ na ca | na cāsti mūḍhabhāvo'pi tadasti paramārthataḥ 5 Laddove non c'è né dolore né piacere, né oggetto né soggetto, laddove non esiste nemmeno lo stato di mancanza di sensibilità. Quello è il Principio Supremo (Spanda). .... Spandakarika
1.4." Per coloro il cui desiderio è stato disperso atraverso lo yoga, [i Saggi] considerano il Brahman come la natura-identità coscienziale (bhavana) dell’hamsa con il contenuto di consapevolezza di sé stessi, grazie alla reciproca concordanza." L’hamsa è ciò che, grazie alla conoscenza della propria na- tura, distrugge (hanti) il divenire ciclico (samsåra) [che è un prodotto] della ignoranza.. Uttargita
L'ESSENZA DELLA RIBHU GITA 85. Qualunque nome e forma io veda nei miei sogni non sono altro che me stesso. Allo stesso modo, questo mondo che vedo quando sono nello stato di veglia non è altro che me stesso, il Sé Consapevole che io sono. Il saggio dovrebbe abbandonare ogni distinzione tra Sé e non-Sé e dimorare solo nel Sé puro.
29. Libero da soggetto ed oggetto sono. Come posso essere auto- realizzabile? Senza fine è la mia natura, niente altro esiste. Verità assoluta è la mia natura, niente altro esiste. 30. Sono per natura l'Atman, la Realtà suprema. Non sono l'uccisore né l'ucciso 31. Nella distruzione di un vaso, lo spazio dentro si unisce con tutto lo spazio. In me e Shiva io non vedo differenza quando la mente è purificata. 32. Solo il Brahman è coscienza pura. In verità non c'è vaso, e nessun spazio dentro al vaso, nessuna anima incarnata, né la sua natura. 33. Non ci sono mondi, non ci sono sacre scritture, Dei, religioni, sacrifici, non ci sono classi, tribù di famiglia, nazionalità, non c'è alcun sentiero oscuro né alcun sentiero luminoso. C'è solo la più alta Verità, il Brahman Assoluto. 34. Alcuni arrivano alla non-dualità, altri persistono nella dualità. Ma loro non conoscono la Verità che sta oltre tutto ciò. 35. Come può essere descritta la Realtà suprema, poiché non c'è né bianco né alcun altro colore, non ha qualità come il suono, ed è oltre la voce e la mente? Avadhut Gita
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Quando la falsa nozione del braccialetto viene rigettata, si realizza la verità dell’oro. Quando la falsa nozione del soggetto-oggetto viene rigettata, non c’è ignoranza a creare una divisione. È solo il pensiero che crea tutte queste divisioni ed illusioni: quando cessa, cessa anche la creazione. Allora si realizza che tutte le onde costituiscono un solo oceano, che le bambole sono legno, che i vasi sono terracotta e che i tre mondi sono l’Assoluto Brahman. Tra la vista e ciò che viene visto c’è una relazione conosciuta come il vedente. Quando la divisione tra il vedente, la vista e il visto viene abolita, quello è il Supremo. Quando la mente viaggia da un paese all’altro, tra questi c’è la Coscienza Cosmica. Sii sempre Quello; la tua vera natura è distinta dalla limitata coscienza di veglia, di sogno e di sonno. È eterna, inconoscibile, non inerte; rimani sempre come Quello. Rimuovi l’ottusità, sii stabilito nella verità del tuo cuore e che tu sia occupato nell’attività o nella contemplazione rimani sempre come Quello, senza bramare, senza odiare e senza essere coinvolto nella coscienza del corpo. Perciò, rigetta la realtà della mente e sii sempre devoto al giusto pensiero e alla meditazione. Ho investigato la verità concernente la mente per lungo tempo, o Rama, e non l’ho trovata. Esiste solo la Coscienza Infinita.” Yoga Vasistha
Domanda: Avanzando lungo il sentiero dell’advaita si acquisiscono le vibhuti (poteri sovrannaturali)? Mataji: Se ad un sadhaka che aspira allo stato di perfetta unità (advaita sthiti) offrissero i poteri sovrannaturali, questi non li accetterebbe; mentre l’aspirante che adora Dio con forma e attributi accetterà qualunque potere psichico gli venga concesso, considerandolo una manifestazione dell’Uno. Nel corso della sadhana, questi poteri sono destinati a svilupparsi perché rappresentano il frutto dei propri sforzi. La parola ‘vibhuti’ indica le varie manifestazioni dell’Onnipervadente (Vibhu). Per questo è semplicemente naturale e certo che le vibhuti debbano manifestarsi. L’aspirante però deve fare attenzione a non farsi possedere da questi poteri, perché allora il suo progresso s’arresterebbe a quel punto. Il ricercatore che segue il sentiero dell’advaita non accetterà la dualità. D’altra parte, chi contempla Dio-con-forma non accetterà la non dualità; ma, nel corso della sua pratica, arriverà a comprendere che l’Unica Forma suprema si rivela in tutte le forme. Ciò che è chiamato Nirguna, il Senza-Attributi, sarà ugualmente rivelato nella sua pienezza e allora ci sarà la conciliazione dell’apparente contrasto tra Sakara e Nirakara. Una volta raggiunto un certo stato, quando la molteplicità scompare, non bisogna confonderlo con la realizzazione del Sé. Per chi segue il metodo dell’advaita, la realizzazione dell’Unico Sé si ottiene con il viveka e il vairagya. Quando sono state distrutte tutte le differenze e ogni cosa è confluita nell’Uno, si consegue uno stato di realizzazione che alcuni chiamano advaita sthiti (stato di unità assoluta). Il mondo sempre mutevole – coi suoi diversi movimenti e stati di riposo, e tutte le sue diversità – svanisce completamente: solo l’Uno rimane. Là i ‘molti’ semplicemente non esistono; c’è solo l’Unica Realtà Suprema (Brahman), il Sé (Atman). Questo è lo stato dell’advaita. Espresso da un diverso punto di vista, tutto è pura Coscienza (cinmayi) e nient’altro che questa: nama, dhama – tutto. Forma, diversità e apparenza sono realmente Coscienza, e di fatto immateriali (aprakrita). In questo stato non vi sono ‘altri’, Lui soltanto esiste come l’Unica Forma Suprema. Qui non c’è posto per la diversità, come viene percepita dal punto di vista del mondo. La parola ‘vibhuti’ è formata da ‘vibhu’ (Lui soltanto come l’Unica Forma) e ‘ti’, che sta per ‘Tini’ (Lui), e significa che l’Onnipotente rivela Se stesso nei molti come l’Unica Forma Suprema – come il ghiaccio nell’acqua e l’acqua nel ghiaccio. Se non ci fosse l’acqua, da cosa si potrebbe formare il ghiaccio? Se non fosse nella natura dell’acqua solidificarsi in certe condizioni, come potrebbe esistere il ghiaccio? In altre parole: tutto è in Lui, e Lui è in tutto, espresso da ‘Sarvam khalvidam Brahman’ (Tutto questo è Brahman). Parole di Anandamayi Ma
La mente è l'unica causa di legame e liberazione per tutti; quando è attaccata agli oggetti dei sensi crea dei legami, mentre quando si distacca dagli oggetti dei sensi porta alla liberazione. (1) Se la tendenza della mente a sviluppare attaccamento viene diretta verso il Brahman, certamente chiunque può venire liberato dai legami. (2) La vita materiale è nella mente (citta) soltanto, perciò bisogna sforzarsi di purificare la mente: ciò che la mente diventa costituisce la nostra posizione. Questo è il segreto eterno. (3) Satyayani Upanishad