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Mentre in Russia negli ultimi anni si è tornati a riscoprire e rinsaldare la Fede Ortodossa, Kiev ha intrapreso la strada del culto di figure storiche ambigue e divisive, puntando a costruire un “Pantheon” nazionale degli “eroi” del passato, arrivando a riesumando i corpi dei collaborazionisti dei nazisti al fine di rimpatriarli in Ucraina. In Russia, presso la Cattedrale dell'Arcangelo del Cremlino, sono state rinvenute le reliquie di Demetrio Donskoj (del Don), Principe di Mosca, unificatore delle terre russe e vincitore della battaglia di Kulikovo, dove venne infranto il mito dell'invincibilità dell'Orda. Demetrio Donskoj fu canonizzato dalla Chiesa Ortodossa nel 1988. Le sue reliquie sono rimaste inaccessibili per secoli, fino al luglio di quest’anno, per via dei lavori di restauro del sarcofago sarcofago. Queste reliquie saranno presentate ai fedeli dal Patriarca Kirill durante la Processione del 6 settembre. Nel frattempo oggi, in Ucraina, si è tenuto il secondo funerale di Evgen Konovalets, fondatore dell'Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini (che nella seconda guerra mondiale si renderà responsabile di stragi e massacri), collaboratore nazista, promotore di repressioni, nonché agente dei servizi segreti tedeschi e nazisti. Konovalets fu ucciso nel maggio del 1938 a Rotterdam, e lì venne sepolto. Ma Zelensky, a 88 anni di distanza, ha deciso di “riportarlo” in Patria, organizzando un secondo funerale con gli onori di Stato. https://t.me/vn_rangeloni
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Terrorismo sdoganato L’autista di un camion, lungo la strada che porta in Crimea, si fa largo tra i mezzi dei suoi colleghi in fiamme e riprende la scena con il suo telefono. Si lascia sfuggire qualche parolaccia ed espressioni di stupore, finché non vede un drone diretto contro di lui, in picchiata. L’autista frena di colpo ed in questo modo il drone non colpisce il parabrezza ma il radiatore, più in basso, salvandogli la vita. A lui, rispetto ad altri suoi colleghi, è andata bene. Il mezzo, come avviene il più delle volte, è civile, con targa bianca. Io stesso recentemente ho percorso due volte questa strada constatando che la grandissima parte dei mezzi colpiti non ha nulla a che fare con l’esercito. In questo video il codice sulla targa (82) ci dice inoltre che si tratta di un veicolo di un autotrasportatore della Crimea, un “indigeno”. Il video viene rilanciato dai canali ucraini che festeggiano. “Sono le giuste sanzioni che si meritano gli occupanti” si legge. Nei commenti non pochi si rammaricano del fatto che l’autista sia sopravvissuto. Parentesi: Mai visto a Donetsk e in Russia, gioire per le vittime civili in Ucraina. Anche i canali militari ucraini continuano a mostrare questi attacchi raccontando che in questo modo viene messa in ginocchio la logistica militare russa, quando invece a soffrire è solamente la popolazione che in Crimea rimarrà senza cibo o beni di qualsiasi altro genere. Ma è proprio questo che vuole l’Ucraina: diffondere instabilità, paura e malcontento proprio tra le persone comuni. Persone che, tra l’altro, l’Ucraina continua cinicamente ad affermare di considerare come propri cittadini. Ormai queste immagini di attacchi condotti dai droni sono diventate talmente frequenti, che hanno smesso di fare notizia. La violenza ed il terrorismo sono stati sdoganati, portando ad un costante aumento delle vittime civili e ad una realtà sempre più disumana, grazie anche a chi continua a sostenere Zelensky ed affermare che si debba inviare ancora più armi e droni a Kiev. https://t.me/vn_rangeloni
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Fronte di Zaporozhye, sia Russia che Ucraina rivendicano conquiste e contrattacchi Oggi il Ministero della difesa russo ha annunciato di aver ottenuto il controllo di Novosoloshyno, villaggio nell'Oblast di Zaporizhzhia, mostrando le immagini con tanto di geolocalizzazione delle operazioni di combattimento e degli attacchi inflitti al 225º Reggimento delle Forze Armate ucraine. Un paio di giorni fa erano state mostrate le immagini di avanzamenti russi su Novoe Pole e Rybalskoe, altri villaggi della zona. Questi villaggi, però, se guardiamo le mappe degli analisti di DeepState (i quali da molto tempo non sono più costruite in base alle fonti in prima linea ma ricalcano le dichiarazioni ufficiali delle autorità ucraine) si trovano ad oltre 17 chilometri dalla linea del fronte, nelle profonde retrovie ucraine. I cartografi ucraini tradizionalmente se la prendono con comodo quando tocca a aggiornare i vantaggi russi, come avvenuto a Bakhmut, Avdeevka o Pokrovsk. In questo caso Kiev non ammette l’avanzamento russo e, anzi, rivendica nuove massicce riconquiste. La scorsa settimana Zelensky ha affermato che i suoi soldati da gennaio hanno riottenuto il controllo di 745 chilometri quadrati di territorio lungo il fronte sud-orientale, proprio in quelle zone di confine tra le regioni di Donetsk, Dnipropetrovsk e Zaporozhye dove i russi dimostrano di avanzare. Ma tralasciando lo zelo della propaganda che come al solito riporta ciecamente ciò che sostiene Zelensky, molti esperti militari ucraini sono rimasti più cauti di fronte alla lista dei 26 villaggi liberati. Dopo poche ore dall’annuncio di Zelensky, i canali russi legati al distretto militare dell’Estremo Oriente (schierati in questo settore del fronte) hanno ammesso che in alcuni insediamenti si sono registrate infiltrazioni ucraine, operativamente localizzate e isolate, ma hanno anche smentito con i fatti la portata delle affermazioni di Zelensky, pubblicando filmati (con data e geolocalizzazione) che dimostrano la presenza dei propri soldati in buona parte dei villaggi che sarebbero stati riconquistati da Kiev. La “vittoria mediatica” ucraina non è durata a lungo. Oggi è impossibile stabilire con precisione assoluta la conformazione della prima linea del fronte in quanto non sono più i fossati e le trincee a determinarla. Anche per questo motivo, da entrambe le parti, non è raro assistere a infiltrazioni di gruppi di soldati in profondità tra le linee avversarie, che spesso hanno lo scopo di piantare una bandiera. Ma ciò con significa che tutto il territorio circostante si trovi sotto saldo controllo dell’una o dell’altra parte. Ciò rende però possibile queste operazioni mediatiche, necessarie per ragioni politiche. https://t.me/vn_rangeloni
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🇷🇺 Crimea, ferragosto 2026 La penisola sul Mar Nero è affascinante come sempre, con i suoi colori, la sua natura e la sua storia. È impossibile rimanere indifferenti a questi posti, anche se quest’anno le difficoltà mettono alla prova tutti quanti. La Crimea è nel mio cuore sin da quando ero piccolo e ogni volta che c’è la possibilità di raggiungerla, lo faccio senza pensare a tutti i problemi che si possono incontrare. Lungo l’asfalto della R280, la strada che dalla regione di Rostov porta in Crimea attraversando Mariupol, Berdyansk e Melitopol, rimangono decine di macchie nere, a ricordare i mezzi bruciati dai droni ucraini nelle scorse settimane. Le strade vengono rapidamente ripulite dalle carcasse metalliche, mentre a pochi metri di distanza proseguono i lavori di ampliamento della strada (ricostruita completamente tra il 2022 ed il 2023) di altre due corsie. Sugli scaffali dei negozi più grandi della penisola quest’anno si trovano solo i beni essenziali, perché far arrivare i rifornimenti è un rischio reale che non tutti sono disposti a correre, per via di questi droni che non fanno troppe distinzioni tra mezzi civili o militari. Ma chi cerca, trova e compra… se gli stanno bene i prezzi. La stessa cosa vale per la benzina, difficile da trovare, oltre che a costare di più rispetto ai prezzi già maggiorati di Donetsk. Un altro problema importante è quello della mancanza di energia elettrica per via degli attacchi ucraini alle centrali termoelettriche ed all’infrastruttura energetica in generale. I ronzii dei generatori di corrente a benzina si impongono sul fruscio delle onde, sulle note delle canzoni delle spiagge e sul canto delle cicale, ma ci si abitua presto a non considerare questo suono come un disturbo, perché è grazie a questi strumenti che si riesce a far fronte alle esigenze quotidiane. Nonostante i diversi fake diffusi che raccontano di una Crimea isolata e con le autorità in fuga, la gente del posto non si è scoraggiata e piegata. Del resto aveva già affrontato questi problemi nel 2015, quando gli ucraini fecero esplodere i tralicci dell’alta tensione lasciando la penisola senza corrente ed in condizioni ancor più dure. In questa stagione i turisti sono diminuiti in modo sensibile, per cui le autorità hanno varato misure fiscali e sociali per alleggerire la vita di imprenditori e lavoratori. Un’altra cosa che sorprende in tempi come questi sono i cantieri che continuano a spuntare in molte località: gli operai ristrutturano parchi, infrastrutture e palazzi storici, salvaguardando il patrimonio culturale della penisola. La Crimea è stupenda, anche nei momenti più difficili. https://t.me/vn_rangeloni
Dnipro, Ucraina - Le autorità locali rimuovono il monumento a Vasilij Filippovič Margelov, leggendario generale d'armata sovietico, fondatore delle Forze Aviotrasportate, nato in quella città quando ancora si chiamava Ekaterinoslav. Margelov nel 1973 per primo al mondo lanciò da un aereo un veicolo corazzato con l'equipaggio all'interno. Il generale introdusse nel corpo dei parà il basco blu e la celebre “telnyashka”, la canotta a righe orizzontali bianche e blu. Kiev continua a cancellare il proprio passato ed a rinnegare la propria storia, imponendo forzatamente un’identità estranea a milioni di cittadini. E qualcuno continua a presentare l’Ucraina come baluardo della democrazia. https://t.me/vn_rangeloni
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🇱🇻 La Lettonia e la difficile relazione con i droni Ieri un drone ucraino diretto a San Pietroburgo è stato avvistato nello spazio aereo lettone e la possibile minaccia è stata neutralizzata da un Eurofighter italiano. Il ministro degli Esteri di Riga Blaze ha espresso gratitudine verso gli alleati italiani per il “contributo e per il mantenimento dell'integrità dello spazio aereo alleato”. Non è la prima volta che i droni “amici” di Kiev diretti verso San Pietroburgo finiscono nei Baltici, mettendo in pericolo la popolazione. Ma come mai la Lettonia non è ancora in grado di contrastare autonomamente questo fenomeno, destinato a diventare sempre più frequente? La risposta l’ha fornita il Primo Ministro Andris Kulbergs lettone in un'intervista a LETA, affermando che il Paese “ha acquistato sistemi anti-drone, ma si è dimenticato di comprare le relative munizioni”. https://t.me/vn_rangeloni
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L'Ucraina propone alla Russia una tregua nel Mar Nero Le autorità di Kiev, come riportato da Reuters, attraverso un paese terzo non specificato, ha presentato alla Russia una proposta per una cessazione reciproca degli attacchi contro obiettivi civili e le navi mercantili nel Mar Nero. L’iniziativa di Kiev arriva in seguito al forte calo delle esportazioni ucraine di merci e cereali via mare, dovuto agli intensi attacchi russi all’infrastruttura portuale sul Mar Nero avvenuti in risposta a quelli ucraini. Per l'Ucraina, la posta in gioco è particolarmente alta: circa il 90% delle esportazioni di cereali e altri prodotti agricoli transita attraverso il Mar Nero. Dall'inizio di agosto, le spedizioni di cereali ucraini sono diminuite di circa il 76% rispetto all'anno precedente. Anche la Turchia recentemente ha chiesto a Ucraina e Russia di porre fine alla guerra nel Mar Nero, ma gli attacchi proseguono da entrambe le parti. Oggi il Ministero della Difesa russo ha riferito di aver colpito due navi al largo della costa di Nikolaev, così come la stazione ferroviaria del porto di Izmail. Successivamente il Ministero della Difesa russo, in merito alla proposta ucraina di congelamento degli attacchi, ha pubblicato un post sull’account telegram con l’immagine di un drone e la scritta: “il congelamento lo avrete in inverno”. https://t.me/vn_rangeloni
🛸 Donbass, cacciatori di droni lungo le strade Davvero i droni ucraini hanno bloccato la Crimea e le linee di rifornimento russe? Da qualche settimana l’esercito ucraino ha dato il via ad una vasta campagna di attacchi verso le principali arterie stradali del Donbass e lungo il corridoio che lungo le coste del Mare d’Azov conduce alla Crimea. Lo scopo, secondo Kiev, è quello di paralizzare la logistica militare russa ed isolare la penisola di Crimea. Questa campagna militare condotta grazie ai droni (soprattutto i Hornet statunitensi) ed all’intelligenza artificiale integrata, è stata supportata anche dall’apparato mediatico, che ha rilanciato le immagini di un gran numero di camion bruciati lungo le strade russe. La maggior parte dei veicoli colpiti, tra l’altro, che nulla hanno a che fare con l’esercito russo. A causa dei droni lanciati contro autobus, camion e altri mezzi hanno hanno perso la vita decine di civili. L’esercito russo ha dovuto trovare rapidamente il modo di limitare e contrastare questa minaccia, schierando sistemi tecnologicamente avanzati che neutralizzano il segnale degli Starlink, droni intercettori, nonché soluzioni più semplici, come i gruppi di fuoco mobili, ossia piccole squadre di soldati con armi da fuoco montate sui pick-up. Queste misure hanno sensibilmente migliorato le condizioni di sicurezza e la continuità della logistica militare, così come di quella civile. Ho avuto l’occasione di seguire il lavoro di uno di questi gruppi di fuoco mobili lungo la strada tra Donetsk e Mariupol per vedere com’è la situazione e se davvero la propaganda ucraina, rilanciata da molti media italiani, racconta la verità. 🌐 Link del reportage su YouTube: https://youtu.be/BnYwmtEXgwM?si=e2dbMzp_Wd01IT-V
Putin avverte l'Occidente: "risponderemo con la stessa moneta a qualsiasi tentativo di sequestrare le nostre navi" "Constatiamo che le autorità di alcuni Paesi, in violazione del diritto marittimo internazionale, stanno tentando di limitare la navigazione di navi civili appartenenti ai nostri operatori economici. Recentemente hanno persino concepito l'idea di sequestrare le nostre navi vendendo i carichi che ci hanno rubato. Naturalmente ciò non è altro che pirateria e furto. Se ciò dovesse essere messo in pratica, saremo costretti a rispondere con la stessa moneta. E non necessariamente nelle acque in cui intendono attaccare le nostre navi, ma ovunque lo riterremo necessario e opportuno. Ovunque. Anche nell'area di responsabilità della Flotta del Pacifico", ha dichiarato Putin durante un incontro con il personale militare della Flotta del Pacifico. Recentemente l'Unione Europea ha ampliato i poteri della missione navale IRINI per contrastare la cosiddetta flotta ombra russa, anche se di norma le petroliere sequestrate - solitamente in modo holliwoodiano, più per propaganda che per necessità - vengono rilasciate dopo il pagamento di una multa per timore che ciò possa portare a una guerra tra la Russia e i paesi europei. https://t.me/vn_rangeloni
🇬🇧 La Gran Bretagna desidera ripristinare i contatti militari di alto livello con la Russia Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico Times, i vertici militari britannici temono il rischio di un'“escalation involontaria” a causa della mancanza di dialogo. La necessità di riprendere il dialogo è emersa in seguito all’apertura del fuoco d’avvertimento da parte dalla fregata russa “Admiral Grigorovich” nel Canale della Manica lo scorso giugno, in seguito al pericoloso avvicinamento di uno yacht battente bandiera britannica. L'ultimo contatto tra i capi di stato maggiore dei due Paesi risale all’autunno del 2022. https://t.me/vn_rangeloni
Ucraina, continuano le repressioni nei confronti degli ortodossi Migliaia di pellegrini hanno raggiunto il monastero di Pochayiv, nella regione di Ternopol, per celebrare una festa religiosa e si sono ritrovati accusati dalle autorità di "minacciare la sicurezza nazionale". Il Ministero della Cultura ucraino ha dichiarato che che persino le funzioni religiose nella Lavra possono essere celebrate solo previa autorizzazione con le istituzioni. Il governo Zelensky prosegue la linea dura nei confronti della Chiesa Canonica Ucraina, che nonostante la persecuzione rimane la confessione maggioritaria nel paese. Sul Giornale d’Italia è stato pubblicato un approfondimento dei casi più eclatanti di repressione nei confronti delle più alte cariche religiose della Chiesa Ortodossa Ucraina, violenze che nel mondo “democratico” nessuno si preoccupa di denunciare. Link dell’approfondimento: https://www.ilgiornaleditalia.it/news/esteri/811910/ucraina-la-rappresaglia-contro-la-chiesa-ortodossa-canonica-violenze-sui-fedeli-e-occupazione-dei-luoghi-religiosi.html